L’ipocrisia degli amanti dei cani


Su Facebook, da qualche giorno, gira un post riguardante ciò che succede ai cani nelle perreras (i canili spagnoli). La situazione descritta è veramente tragica, e nel caso non l’aveste letto, vi riporto il testo integrale del post che evidenzia le atrocità delle perreras (post originale). Ma il fulcro di questo articolo non è ciò che succede nelle perreras, quanto una riflessione sull’ipocrisia di alcune persone che amano i cani, subito dopo il testo citato.

Il post, che in un paio di settimane ha superato le 5000 condivisioni, dice quanto segue:

 

FATE GIRARE, PER INFORMARE E SENSIBILIZZARE.

Cosa succede a un cane in perreras.

Se viene accalappiato ha tempo 15 giorni per trovare casa, mentre per i cani lasciati da padroni che vogliono disfarsene hanno 10 giorni… poi vengono SOPPRESSI
Una volta entrato in lista al cane viene negato cibo e acqua, molti non arrivano al giorno della soppressione, muoiono prima di stenti
Quando vanno a prendere un cane per sopprimerlo, questo scodinzola pensando: “chissà dove mi portano, via da questo incubo”, quando si avvicina alla soglia della stanza della morte TUTTI ne sentono l’odore e si fermano, piangono, non vogliono entrare.
Molte volte le soppressioni non avvengono tramite veterinario, è direttamente il gestore della perreras a pensarci… a volte nei modi più cruenti (bruciati vivi, gassati, con un paralizzante neuromuscolare – benché proibito – quindi morte lenta e dolorosa, cibo avvelenato, veleno iniettato senza anestesia, quindi morte tra atroci sofferenze
In Spagna non esiste una legge nazionale che tuteli la dignità e la salute dei cani, a parte poche regole (divieto ai combattimenti, uso per sperimentazioni – che poi è risaputo molti cani vengono presi dalla Spagna e portati in altri paesi proprio per questo utilizzo). Tutto viene lasciato nelle mani delle Comunidades Autonomas (in sintesi regioni) e TUTTE, tranne la Catalogna, hanno finora optato per la soppressione.
Molti diranno che anche in Italia non siamo messi bene… è vero, ma qui esistono leggi per denunciare là no.Nei nostri canili non si sopprime (questo da 30 anni, legge cambiata grazie alle lotte animaliste) e i cani vengono in linea di massima tutelati.
Io ho adottato un cane proveniente dalla perrera di Jerez: Birillo, ora Flipper, non doveva esserci più, doveva essere dentro un sacco… e sì era sulla lista di soppressione. Io stavo aspettando la mia amata Doris, che non è mai arrivata, morta per le condizioni precarie a soli 6 mesi, e ho voluto LUI.
Parlando con la gente mi sono accorta che in TROPPI non conoscono la realtà delle perreras (nemmeno il mio veterinario) e il governo spagnolo si fa forte di questo… sono in netta violazione delle disposizioni della Comunità Europea, ma la risposta a un’interrogazione parlamentare europea NON È MAI ARRIVATA!!!
Evidentemente secondo loro non è un problema importante.
Seguo i viaggi della speranza da 6 mesi, ho visto molti cani arrivare in Italia (alcuni la gioia fatta cane, altri terrorizzati) ed è un’emozione fortissima ogni volta poterli accarezzare sapendo che sono salvi e presto raggiungeranno le loro famiglie.
Dopo quello che è successo alla mia Doris, mi è scattata una molla e mi sono detta che non potevo più fare finta di nulla, non potevo più limitarmi a piangerli, ma dovevo a loro qualcosa.
LE PERRERAS SONO DIVENTATE IL MIO INCUBO… IO DIVENTERÒ IL LORO…Mi sono attivata affinché più gente possibile sappia e affinché anche il governo spagnolo sappia che tanti italiani e non (ho richieste del modulo anche da animalisti spagnoli) sanno.Io spero dal profondo del cuore che dopo aver letto questa mia lettera vi mettiate una mano sul cuore (magari guardando i vostri pelosi a casa) e una sulla penna. Grazie

 

Fino a qui, credo che molti siano d’accordo che la cosa è inumana, va fermata con ogni mezzo possibile, ed è giusto far girare questa notizia.

L’ipocrisia di chi ama i cani

Ho deciso però di dedicare qualche minuto a leggere i commenti degli “amanti degli animali” che insultavano i gestori di questi canili, predicavano l’importanza della vita dei cani e manifestavano il loro malessere verso situazioni del genere.

cani perreras

cani perreras

Sono d’accordo con i concetti di fondo. Poi mi sono chiesto: “Ma queste persone che fanno dei bei discorsi sul rispetto della vita dei cani, cosa ne pensano degli altri 150 miliardi di animali uccisi ogni anno?”. Non per lanciare la classica provocazione da animalista, ma queste persone che esprimono concetti così importanti, come si comportano nei confronti degli altri animali?

Ci si batte contro ciò che avviene nelle perreras. Ci si indigna per la notizia di un cane ucciso senza motivo, o di un cane picchiato perché abbaiava troppo. Si maledice chi abbandona un cane in autostrada, cosa che è diventata reato. Si applaude agli attivisti che liberano i beagle destinati alle sperimentazioni. Nel frattempo, mentre le mani ci prudono per queste ingiustizie, ci si mangia una bella bistecca. Perché la bistecca è cibo, non è un animale. Perché tanto maiali, mucche, polli e compagnia bella sono fatti per essere mangiati. Perché non importa che un maiale sia un essere intelligente quanto un cane: rimane comunque un animale di serie B. Perché non si pensa che la carne o il formaggio che abbiamo sul piatto arrivino da un animale che è stato fatto nascere, tenuto imprigionato e poi ammazzato (si, anche gli animali che producono latte poi finiscono al macello).

Giusto per darvi un’idea, ecco il numero di animali che sono morti da quando avete cominciato a leggere l’articolo (grazie a www.adaptt.org):

 Animali marini
 Polli
 Anatre
 Maiali
 Conigli
 Tacchini
 Oche
 Pecore
 Capre
 Mucche e vitelli
 Roditori
 Piccioni ed altri uccelli
 Bufali
 Cani
 Gatti
 Cavalli
 Asini e muli
 Cammmeli ed altri camelidi

Per un totale di 150 miliardi di animali massacrati ogni anno.

Conclusioni

Il problema è che la stragrande maggioranza delle persone che incontro e che dimostrano un affetto quasi morboso per il proprio cane (arrivando a chiamarlo addirittura “il mio bambino”), che augurano la morte a chi compie atti di violenza su queste povere creature, che sbandierano quanto i cani siano importanti al pari di una persona, inevitabilmente si accompagnano a questa grande ipocrisia. Forse è il momento di aprire un po’ gli occhi e farsi un esame di coscienza.

Sono d’accordo che la sofferenza verso un animale debba essere punita ed evitata in tutti i modi possibili. Massacrare un cane di botte è una cosa folle, non ci piove. Le perreras vanno fermate. Il problema è che non siamo abituati a fermarci a pensare. E ciò traspare, a mio avviso, dai commenti al post su Facebook (a meno che queste persone non siano tutte vegane, ma mi sembra difficile) e dalle conversazioni di tutti i giorni. Queste persone forse nutrono un vero amore verso i cani, poiché è un animale che conoscono bene. E forse non si sono mai fermate a pensare, limitandosi a seguire l’idea diffusa secondo la quale un animale domestico è un amico, mentre i restanti sono fatti per soffrire.

Vivi e lascia vivere, mi dicono. Il mondo è bello perché è vario, mi ripetono. Non critico le scelte di nessuno, siano esse coscienti o meno. Ma quanto ci si batte per qualcosa, quando si ostenta un proprio ideale, bisognerebbe essere coerenti. Prima di informarmi, prima di mettermi a riflettere su queste cose, per me gli animali erano animali e basta. Ho rotto le scatole a mia nonna per mesi dicendole che non mi sarebbe dispiaciuto assaggiare un gatto (da buon vicentino) perché in fondo era un animale come tutti gli altri (e lo penso ancora). Ora il mio rapporto con gli animali è decisamente cambiato, ma se in Cina mi portassero un pezzo di cane, non sarebbe poi così diverso dal vedere una salsiccia di suino sul mio piatto.

Non si tratta di diventare animalisti, vegetariani, o vegani. Non si tratta di decidere se gli animali vadano mangiati o meno. Si tratta di riflettere sul proprio rapporto con gli animali. Si tratta di smettere di essere così ipocriti: ami i cani al punto di paragonarli all’uomo, e faresti di tutto per loro? Fatti due conti quando mangi del bacon o bevi del latte. Credi invece che non ci sia niente di sbagliato nel mangiare carne e approvi gli allevamenti di bestiame (ammesso che tu sappia cosa siano)? Va bene! Smuoviti pure contro le perreras, è giustissimo, ma non uscirtene con “i cani sono creature viventi come l’uomo” o “chi fa soffrire gli animali è un bastardo”. Perché lui sarà un bastardo, ma tu sei una capra.

Alessandro

Graduated in computer science, is passionate about music, videos and travels.

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